domenica 16 dicembre 2012

IL NATALE DELLA TERRA



COLDIRETTI CAMPANIA E LA DIOCESI DI NAPOLI
PER
‘IL NATALE DELLA TERRA’

Tante iniziative di solidarieta' che Coldiretti Campania, assieme al cardinale Crescenzio Sepe, ha presentato oggi in Villa comunale con il 'Natale della terra', una giornata dedicata all'ambiente, al territorio e alla sicurezza degli alimenti.


Nel Natale al tempo della crisi, Coldiretti Campania, d’intesa con la Diocesi di Napoli, adotta tre mense dei poveri: si tratta del centro per i senza fissa dimora 'La tenda' nel quartiere Sanita', la mensa dei francescani in piazza del Gesu' e la comunita' 'Il pioppo' di Somma Vesuviana. Tre strutture di accoglienza che per alcuni giorni riceveranno pasta, formaggi, verdure, olio e tutto cio' che serve a rendere meno amare le festivita' degli ultimi.


Secondo il piu' recente censimento dei senza fissa dimora, solo a Napoli ce ne sono oltre 800, il doppio rispetto al 2008. E se un tempo la gente finiva a vivere in strada per problemi di alcool, droghe o per disagi psichici, oggi invece e' la disoccupazione uno dei motivi principali. L'87% dei clochard e' uomo di eta' tra i 19 e i 34 anni, ma sono aumentate del 7% anche le donne.

  
''Il rischio peggiore - dicono il presidente e il direttore di Coldiretti Campania, Gennarino Masiello e Prisco Lucio Sorbo - e' la rassegnazione. Per questo abbiamo deciso di essere vicini in maniera forte alle persone che soffrono promuovendo queste iniziative di solidarieta'''.

    Al Natale della terra un sfilata di gruppi folkloristici provenienti da tutta la regione (le Pacchianelle di Vico Equense, I Mazzonari di Mondragone, i Pistonieri di Cava de' Tirreni, la Takkarata di Fragneto Monforte, e gli zampognari) e l'apertura del 'Mercato di campagna amica' dove, tra l'altro, sono stati assaggiati i 66 oli novelli che hanno partecipato al premio Nuovolio 2012. Poi la messa celebrata dall'arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, durante la quale c'e' stato l'offertorio di prodotti della terra e l'ormai tradizionale dono della zampogna destinata alla prossima asta di beneficenza del cardinale.

    ''Questa giornata - dicono Masiello e Sorbo - e' dedicata alla civilta' contadina, un pezzo importante della nostra societa' che, in un momento difficile, in silenzio e a testa alta, crea bene comune in termine di produzione, di servizi e di rapporti di sostenibilita'. Con l'annata agraria che volge ormai alla conclusione e con quella nuova che sta per aprirsi, il Natale della terra diventa per noi un momento di scambio con l'esterno, di sintesi di tutto quello che e' stato fatto e di rilancio delle nostre iniziative per l'anno venturo''.

    La diocesi di Napoli, nello spirito dello speciale Giubileo per la citta', ha partecipato in maniera attiva, per il secondo anno di fila, al Natale della terra proseguendo una sinergia ormai collaudata con la Coldiretti. E alla manifestazione ha partecipato anche Libera contro le mafie che, con i familiari vittime della criminalita' organizzata, ha portato in dono alcuni prodotti delle terre confiscate ai clan.

    ''E' un momento di contatto e di prossimita' tra le persone - dice il referente regionale di Libera, don Tonino Palmese - E' un modo per accorciare la filiera, per avvicinare il produttore al consumatore all'insegna della qualita', della lotta all'inquinamento e della solidarieta' nei confronti dei piu' poveri''.



L’AGRICOLTURA IN CAMPANIA

    La Campania e' una delle 4 regioni d'Italia a maggiore vocazione agricola con un volume di produzione che vale ben 3,215 milioni di euro. Secondo i numeri di Coldiretti, sono quasi 137mila le aziende agricole e zootecniche sparse sul territorio regionale, l'8% del totale nazionale, che garantiscono lavoro a 67mila persone. La gestione e' perlopiu' a carattere familiare, un capo azienda su 3 e' donna e il 10% degli imprenditori ha meno di 40 anni. La Campania ha un ricco paniere di prodotti di qualita' in cui ci sono 13 Dop, 8 Igp, 4 Docg, 15 Doc, 10 Igt e 335 alimenti della tradizione.

 
Tutte le foto

   

foto delle Pacchianelle di Vico Equense
 

 


una giornata alla ricerca del benessere, di nuovi sapori e delle Radici

 di Vincenzo Busiello




Ogni tanto bisogna concedere al proprio corpo un po’ di relax e la possibilità’ di rigenerarsi e disintossicarsi in un centro benessere e se tale centro e’ immerso tra colline di vigneti e campi da golf non può esserci scelta migliore.
Nel Radici Resort di Mirabella Eclano (AV) di Mastroberardino e’ possibile godersi alcuni dei piaceri della vita: riposare, rilassare, respirare aria pura, ammirare i vigneti, giocare a golf e gustare le prelibatezze del ristorante la Morabianca.
La giornata è iniziata partendo da Napoli con un bel sole che ci ha seguito tra le colline avellinesi fino a Mirabella Eclano, dove si trova il Radici Resort.
all'ingresso un ordinato viale di cipressi e sullo sfondo, due strutture, Il ristorante Morabianca ed il Wine Cellar, proseguendo lungo una strada che costeggia i meravigliosi vigneti di Aglianico, area di produzione del Taurasi DOCG, si raggiunge l'area del Mirabella Golf Club, un campo a nove buche di 1800 mq con omologazione standard della Federazione Italiana Golf.

Arrivati alla reception del Mirabella Golf Club, si e' accolti dal personale della struttura che mostra i vari ambienti tra cui la spa, e visto che l'obiettivo della giornata e' rilassarsi, iniziamo proprio da quest'ultima.
dopo esserci cambiati nella dressing room, o spogliatoio, ci si sposta nella spa, dove il relax inizia nell'idromassaggio, e prosegue con una doccia rinfrescante, il bagno turco, la sauna finlandese, infine una tisana sdraiati su un comodo lettino di legno naturale.
Raggiunto un adeguato livello di rilassamento, passiamo alla fase successiva: il piacere del palato e dei sensi presso il ristorante Morabianca.
Ad accoglierci e' il sommelier Rocco con tutta la brigata, il quale ci chiede se gradiamo il menu' dallo chef Francesco Spagnuolo, siccome abbiamo piena fiducia lasciamo a lui la scelta.
Iniziamo la degustazione con “l'idea sul Baccalà”, un filetto di baccala' in tempura, una frittura molto leggera ma croccante al punto giusto, su un letto di purea di ceci il nostro nuovo amico Rocco ci consiglia in abbinamento Morabianca Falanghina Irpinia DOC.

In attesa del primo piatto ci servono del pane fatto dallo chef con cipolla e olive con dell'Olio extravergine di oliva Soléyon, fatto con le olive della tenuta di Mirabella Eclano, cioè proprio le olive che qualche attimo prima abbiamo ammirato.

Proseguiamo il nostro viaggio tra i sapori con due primi priatti:
- una quenelle di ricotta di montella fritta, che ricorda uno gnocco gigante, su crema di zucchine, che lo chef prepara separando la buccia dal cuore della zucchina così si ottengono due creme una verde e una bianca, ad accompagnare una soppressata tagliata alla julienne.


- “Paccheri della Baronia ripieni al caciocavallo e fritturina di porcini”, paccheri ripieni con piccole scaglie di caciocovallo podolico,
entrambi i piatti sono complessi e ricchi di profumi, il sommelier ci consiglia in abbinamento il Lacrimarosa Campania IGT.



Per secondo degustiamo “Maialino al miele in riduzione di Aglianico” un tenerissimo capicollo cotto al vapore per 10 ore con una riduzione di Aglianico per riprendere i sapori di quest'ultimo beviamo il Radici Taurasi DOCG 2007.


Per concludere “Tortino con cuore caldo di cioccolato”, un tortino al cioccolato con interno cremoso accompagnato da vino botritizzato di uve aglianico, ANTHERES, Irpinia Aglianico Passito DOC, veramente eccezionale.
a fine pasto il sommelier Rocco ci ha fatto incontrare il creatore di queste prelibatezze lo chef  Francesco Spagnuolo, con cui abbiamo conversato prima di raggiungere la nostra prossima meta di questa giornata, la cantina di Mastroberardino ad Atripalda.
 








Ad accompagnarci nella visita della cantina storica c'era la dott.sa Assunta Gambale che ci ha raccontato un po' di storia della famiglia Mastroberardino e degli stupendi affreschi che impreziosiscono la cantina, prima di raggiungere la sala degustazione dove abbiamo degustato il fiano di Avelllino, il greco di Tufo ed il Redimore Irpinia Aglianico Doc.
E' stato una bellissima giornata trascorsa all'insegna del relax, dei piaceri della cucina e del buon vino e della compagnia di vecchi e nuovi amici."

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